Live Report: Eater + Wonk Unit + JoJo & The Teeth, Milano, 03.12.2023

Il ritorno di Oi! Senza Pietà sovrastato dal ritorno degli Eater

E chi pensava, a fine 2023, di vedersi un concerto degli Eater? Una bella sorpresa, con la formula del matinèè domenicale del Barrio’s che continua a funzionare benissimo e a macinare ottimi colpi. Posto piuttosto pieno, varie distro presenti e bell’atmosfera. Gli Eater, con il solo immarcescibile Andy Blade a portare avanti la baracca, dopo pacchi vari ed eventuali negli anni scorsi, hanno inciso quest’anno un nuovo 7″ (“Ann”) e quindi hanno deciso di fare qualche data (pochissime a dire il vero); una di queste, fortunatamente, è a Milano.

Iniziano i Jo Jo & The Teeth da Londra, che poi sono la backing band di Andy Blade. 4 giovani ragazzi che fanno una sorta di glam rock con qualche influenza punk e qualche piccola strizzata d’occhio a Amyl & The Sniffers. La cantante è pesantemente truccata tanto da ricordare il Rocky Horror Picture Show e ha delle scarpe con dei tacchi altissimi che mi fanno temere per la sua incolumità appena accenna a mezzo passo, ma ha una voce davvero eccezionale, da cantante professionista; per il resto il set oscilla tra qualche bella canzone ed alcuni pezzi che davvero mi fanno rotolare i maroni per terra. Non credo che sia colpa del gruppo, che sa quello che fa, è che proprio non è il mio genere.

I secondi invece sono gli Wonk Unit, di cui avevo sentito parlare e di cui avevo ascoltato qualche canzone qua e là sull’internet. Ero moderatamente curioso ma davvero non mi aspettavo che il loro concerto fosse una bomba assoluta! Quando sono saliti sul palco non gli avrei dato un euro (vista anche la censurabilissima maglietta dei Genesis del batterista), ma il loro concerto è stato divertentissimo, uno dei migliori che abbia visto da molto tempo a questa parte. Sebbene il loro accento fosse non proprio semplicissimo da capire (vengono da Croydon, periferia sud di Londra… quando sarà il turno degli Eater Andy Blade li prenderà simpaticamente per il culo dicendo che lui non ha capito nulla di quello che dicevano), il loro simpatico cantante (dalla parlantina più che sciolta) riesce a coinvolgere tutti i presenti dando vita ad uno show entusiasmante. Mi ricordano gli Snuff o i Dirt Box Disco come attitudine, per la musica si passa con estrema facilità dal punk rock di scuola Lookout a qualche pezzo con reminescenze skacore e a qualche canzone quasi hardcore old school (vedi la loro “Depressed”, tra l’omaggio e la presa per il culo ai Black Flag). Inoltre l’aggiunta di tastiere rende il suono ancora più vario ed eclettico, con la tastierista che canta anche un paio di canzoni. Concerto lunghetto (mi sa più di un’ora) che però non annoia mai, con punte di genialità come in “Christmas in a crackhouse” o “Horses”. Clamorosi, sono diventato un loro fan assoluto e consiglio a tutti voi miei affezionati di seguirli!

Gran finale (in ritardissimo sulla tabella di marcia) con gli Eater. Andy Blade è inaspettatamente in gran forma, la backing band è carica e molto competente, i classici del loro storico “The album” sono leggermente modernizzati e suonano belli freschi e potenti, spazio anche al nuovo singolo “Ann” (che vendono ad una cifra esorbitante al tavolo del merch).


Non è che gli Eater abbiano una discografia sterminata, quindi le canzoni potete ben immaginarvi quali fossero (“Outside view”, “Public toys”, “No brain” ecc), compresa la cover di “Waiting for my man” (clamorosamente assente invece “Sweet Jane”). Il pubblico è numeroso e regge fino alla fine supportando la band con una certa (inaspettata?) energia. Gran finale con l’attesissima “Thinkin’ of the USA” che trovate immortalata qui sotto. Ottimi Eater, davvero non mi aspettavo un loro ritorno così in forma, la formazione dà la giusta energia ed Andy Blade non è il bolso vecchiaccio che ci si potrebbe aspettare. Gran serata, insomma, brave le band, bravi organizzatori, bravo pubblico, bravi tutti.

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